La pitiriasi versicolor o tinea versicolor (nota anche come dermatomicosi furfuracea) è una malattia caratterizzata da un’eruzione cutanea sul tronco e sugli arti.

Recenti ricerche hanno dimostrato che la maggior parte dei casi di pitiriasi versicolor è causata dal fungo Malassezia globosa, e la Malassezia furfur è responsabile di un piccolo numero di casi.
Questi funghi (lieviti) si trovano normalmente sulla pelle umana (e degli animali) e diventano problematici solo in determinate circostanze, come ad esempio trovarsi in un ambiente caldo e umido, anche se le esatte condizioni che causano l’inizio del processo della malattia sono poco conosciute.

La pitiriasi versicolor è stata identificata per la prima volta nel 1846 dal dott. Eichstedt, che tuttavia non riuscì ad isolare l’organismo.
Fu Robin (1853) ad isolare gli elementi fungini da queste lesioni e denominare l’organismo come Microsporum furfur. Quindi, la malattia fu rinominata come tinea versicolor.

Sintomi.

I sintomi di questa malattia sono:

  • Macchie generalmente ovali o di forma irregolare da 0,6 a 2,5 cm di diametro, che spesso si fondono per formare una macchia più grande;
  • Occasionale escoriazione della pelle, con effetto “cenere” della cute;
  • Le macchie si presentano di colore pallido o rosa (se su paziente di carnagione scura) o marrone scuro (su paziente di carnagione chiara), con un sottotono rossastro che si può oscurare quando il paziente è surriscaldato, come ad esempio a seguito di una doccia calda o durante / dopo l’esercizio fisico;
  • Il bordo delle macchie si presenta ben marcato;
  • Alle volte si avverte un prurito lieve nella zona affetta dalla pitiriasi, di solito quando la temperatura corporea aumenta (per l’esercizio fisico o la temperatura dell’ambiente elevata), ma prima che il paziente inizi a sudare. Il sudore infatti sembra attenuare o addirittura far scomparire il prurito.

Le macchie comunemente possono presentarsi sulla schiena, sulle ascelle, braccia, petto, gambe e collo. Raramente possono apparire sul volto.

I funghi patogeni spesso possono essere visti al microscopio all’interno delle lesioni e in genere hanno un aspetto curioso, caratterizzato dalla presenza del fungo rotondo che produce delle escoriazioni filiformi.

Nelle persone con pelle scura, è comune un cambiamento della pigmentazione tramite ipopigmentazione (perdita di colore), mentre in quelle con il colore della pelle più chiaro si ha iperpigmentazione (oscuramento del colore).

Per questo motivo questo tipo di pitiriasi è popolarmente chiamato “fungo del sole“.

Epidemiologia.

La Tinea versicolor è una malattia molto comune. Si stima che il 2-8% della popolazione ne sia affetta.

Questa malattia della pelle comunemente colpisce gli adolescenti e i giovani adulti, soprattutto in climi caldi e umidi.

Si ipotizza che il fungo si alimenti con i lipidi come il grasso cutaneo e le cellule morte della pelle.
Le infezioni sono più comuni nelle persone che soffrono già di dermatite seborroica, forfora, e iperidrosi.

Diagnosi.

La pitiriasi versicolor può essere diagnosticata con una preparazione a base di idrossido di potassio o, più comunemente, con l’esame alla luce di Wood, con la quale le macchie appaiono di colore rame / arancio fluorescente se esposti alla lampada.

La diagnosi differenziale della pitiriasi versicolor dovrà escludere che si tratti di:

  • Pitiriasi alba;
  • Pitiriasi rosea;
  • Dermatite seborroica;
  • Eritrasma;
  • Vitiligine;
  • Lebbra;
  • Sifilide;
  • Ipopigmentazione post-infiammatoria.

Trattamento.

Tinaderm

Per il trattamento è consigliato l’applicazione di Tinaderm, una crema topica antifungina, che risulta essere molto efficace e con effetti a lunga durata.

E’  una lozione idrosolubile, da applicare direttamente sulle parti affette dalla pitiriasi, preferibilmente nelle ore notturne.

 

 

 

 

Sono inoltre disponibili alcuni farmaci, soggetti a prescrizione medica, che hanno proprietà antimicotiche, per esempio Fluconazolo (da 400 mg) o Ketoconazolo (da 200 mg) in monodose giornaliera, per 7 giorni, oppure Itraconazolo (da 100 mg) da prendere due volte al giorno per 7 giorni. Questo regime di farmacoterapia monodose, può essere reso più efficace con l’esercizio fisico da parte del paziente dopo un’ora dall’assunzione della dose, per indurre sudorazione. Il sudore viene lasciato evaporare, e la doccia è rimandata per un giorno, lasciando una pellicola del farmaco sulla pelle. Anche se tutto ciò può sembrare abbastanza sgradevole, è evidente un’efficacia superiore del farmaco seguendo questi consigli. In ogni caso dopo l’esercizio fisico si possono lavare le parti dove la pitiriasi non è presente, prestando attenzione a non creare un ambiente umido nella stanza (evitare assolutamente acqua eccessivamente calda) e a non asciugare il sudore formatosi sulle zone affette dalla tinea.

La ricorrenza della malattia è comune e può essere ridotta mediante l’applicazione periodica di agenti antifungini come il tea tree oil o il solfuro di selenio.





2 Responses to “Pitiriasi Versicolor”

  1. Stefano Caputo

    Salve mi chiamo Stefano, volevo solo fare una domanda e consiste in ciò.
    Evitando di mangiare cibi grassi può essere un punto a mio vantaggio per far sparire il problema?

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  2. Paola

    Buonasera, oggi mi è stata diagnostica ma x il momento il medico mi ha detto di aspettare ancora un mese e poi ci rivediamo…ma è da settembre che ho qste chiazze…cosa vi consigliate?

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